Scritto da almaseges Lunedì 20 Aprile 2009 14:45

Ben vengano Organizzazioni di produttori capaci di aggredire un mercato che oggi richiede interlocutori certi, espressione di più forze operanti su uno specifico territorio. Sebbene con netto ritardo, ovvero qualche decennio, in Campania oggi stiamo raggiungendo percentuali di associati pari al 20%, ancora poco rispetto a paesi con l’Olanda, che godono di una percentuale che si aggira intorno all’80%. Ma auspico un consolidamento di strategie univoche, che accompagnino le imprese operanti nel settore agricolo in processi di ammodernamento e sviluppo economico.
E ciò a cui lavora da tempo “Alma Seges”, alla quale va il merito di aver interpretato le indicazioni di un mercato globale sempre più competitivo e desideroso di nuovi sbocchi commerciali. L’Associazione di Organizzazioni di Produttori Ortofrutticoli, di cui Alma Seges si fa promotrice, vuol essere un esempio di come fronteggiare una sorta di “colonizzazione” da parte delle multinazionali che, approfittando di una vacatio nel coordinamento e nell’azione di promozione territoriale, non si fanno scrupoli nell’ assorbire fette di mercato sempre più ampie sfruttando soprattutto la qualità dei prodotti campani.
L’iniziativa intrapresa dalla O.P. con l’apertura al pubblico di punti vendita diretti va in questa direzione: offrire al consumatore prodotti certificati e di ottima qualità abbattendo la cosiddetta filiera. Dalla terra direttamente sulle nostre tavole, questo è ciò che occorre per ridare fiducia al consumatore e nuova linfa all’intero comparto, oggi purtroppo “schiavo” di illogiche regole di mercato, che tendono a prediligere la quantità più che la qualità. Ovviamente c’è ancora molto da fare, ma credo e mi auguro che altre iniziative similari vengano intraprese in ambito regionale. Di certo c’è la necessità di potenziare servizi ed infrastrutture capaci di accogliere le istanze provenienti dalle singole realtà territoriali, offrendo pari condizioni agli operatori del settore agricolo. E considerando la vera vocazione della nostra regione, mi auguro che ci sia una forte presa di coscienza da parte di tutte le aziende del comparto agroalimentare che porti ad una nuova “primavera”.
Pierino InfanteOperatore del settore
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